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Sulla rotta del Leone di Caprera
L'intervista con il navigatore Pino Veneroso
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                                          by Carmine Montuori 

 La traversata Atlantica partirà da Marina di Pisciotta nel mese di luglio 2003 con rotta verso le Americhe; l'impresa sportiva è ispirata a un'altra storica traversata atlantica effettuata nel 1880 da tre connazionali emigrati in Uruguay.


Marina di Pisciotta, 4 novembre 2002

Pino Veneroso è un uomo di mare.
Ha le phisique du ròle, l'aspetto che s'immagina debba avere un navigatore, il viso bruciato dal sole e i gesti misurati, essenziali, di chi deve governare un'imbarcazione attento in ogni istante al vento, alle onde, a calibrare la rotta. Conosce le insidie dei fortunali e la bellezza di certe limpide giornate trascorse al largo, sulla linea dell'orizzonte.

Dscf0002.jpg (42948 bytes)Salperà col suo 9 metri il 2 agosto alle 16:30, diretto allo stretto di Gibilterra e poi lontano verso le Americhe attraverso lo sconfinato Atlantico.

Jutta è il nome della barca, agile sloop di un colore rosso corallo, classe show 29 costruita nei cantieri Barberis di La Spezia nel 1977; una comoda cuccetta e un ponte ordinatissimo nonostante l'intrigo di scotte e drizze. Sembra sfiorare l'acqua, quando naviga nel maestrale, con le ampie vele sapientemente bordate per sfruttare al massimo la potenza del vento.
Incontro Pino Veneroso nella sede del Circolo Nautico Portosalvo a Marina di Pisciotta, si respira aria di mare fra esperti di vela e foto di poseidonie. I preparativi per la partenza sono già cominciati, Pino è appena tornato da Catania, dove ha ritirato un timone a vento (tecnologia tedesca) che userà durante la traversata atlantica.
La mappa è spiegata sul tavolo, una linea lunghissima traccia la rotta di questo viaggio che si snoderà attraverso l'Atlantico fino a toccare l'America del Sud; doppierà Capo Horn e si spingerà nel Pacifico, risalendo le coste del Cile ...Dscf0005.jpg (32510 bytes)

Interview continues below ↓


D. Ciao Pino, ci rivediamo dopo la staffetta di nuoto da Acciaroli a Pisciotta del 20 Agosto, tu eri il primo frazionista, l'anno prossimo navigherai invece per mari esotici ... com'è nato questo progetto?.

R. Sono nato in un paese di mare, discendente da generazioni di pescatori e marinai; ho giocato col mare e poi ho lavorato sul mare.

In tenera età ero mozzo su imbarcazioni a remi con armo a vela latina di costruzione sorrentina, barche usate nella pesca delle alici con la menaica. Ho navigato poi con la Marina Mercantile e con la Marina Militare (Finanza di Mare).

Con un mio amico sognavamo da ragazzi di girare il mondo in barca a vela, ripercorrendo l'Atlantico sulla rotta seguita oltre un secolo fa dal Leone di Caprera. 

Quell'amico è Nello Tambasco, è diventato avvocato ed è ora il Presidente del prestigioso Circolo Nautico Portosalvo di Marina di Pisciotta; io sono rimasto uomo di mare, socio della Lega Navale Italiana, e mi accingo a realizzare quell'antico sogno. Andrò per mare in Sud America non solo per misurarmi con il respiro dell'Oceano e con le sue distanze infinite, ma anche per visitare le terre che attrassero i nostri antenati Cilentani; andrò per ritrovare i loro discendenti e per riallacciare vincoli antichi di parentela e di cultura cilentani.

Una volta raggiunte quelle latitudini Capo Horn e la Patagonia diventano per me tappe obbligate.

le foto della staffetta di nuoto Acciaroli-Marina di Pisciotta

D. Per una gita a Roma basta prenotare il treno e l'albergo, immagino che organizzare il giro del mondo sia leggermente più complicato ...

R. Innanzi tutto la barca: deve essere solida e affidabile, deve saper navigare da sola. Ciò che conta più di ogni altra cosa in imprese del genere è l'affiatamento reciproco che deve esistere fra l'uomo e la barca.

Posso affermare che gli ultimi 4 anni sono stati propedeutici a questo viaggio, attraverso innumerevoli navigate e ore e ore passate a bordo. In questo modo ci siamo capiti: io l'ho rinforzata e migliorata, lei ha imparato a comunicarmi le sue esigenze al variare del vento e del mare. Io e la barca siamo ora un tutt'uno, pronti a partire.

Quello che ancora manca è un'adeguata attrezzatura elettronica, costosa per le mie possibilità finanziarie, perciò difficile da acquistare. Mi riferisco agli apparati radio potenti, alla telefonia satellitare, ai sistemi di comunicazione via Internet necessari a tenermi in contatto con gli amici e con i sostenitori che mi seguiranno dall'Italia, e in particolare dal Cilento, in questa mia avventura.Dscf0014.jpg (14762 bytes)

Le mie speranze sono rivolte a un aiuto esterno.

D. C'è poi il problema dei rifornimenti, so che la traversata prevede una serie di test scientifici sull'alimentazione.

Il problema dei rifornimenti oggi è molto ridimensionato grazie alle confezioni sottovuoto, ai liofilizzati e ai contenitori sterili che possono conservare acqua dolce anche per mesi. L'unico lusso che mi concederò sarà avere pane fresco a bordo per mezzo di un fornetto a gas.

Il pane farà parte dei test, seguirò un programma di alimentazione basato sulla Dieta Mediterranea, che come sai è stata formulata da Ancel Keys proprio sullo studio delle tradizioni alimentari e dei prodotti caratteristici del nostro Cilento.

D. Vedo che la rotta è già tracciata

R. Partirò il 2 agosto in direzione dello stretto di Gibilterra, seguendo la rotta più adatta alle condizioni meteorologiche che si presenteranno; occorre sempre predisporre un'alternativa, essere preparati in ogni momento ad affrontare le condizioni variabili dei venti e del mare.

Entro la fine di agosto dovrei già essere in Atlantico, diretto alle Canarie; lì aspetterò gli alisei autunnali per il grande salto verso le Antille, che dovrei raggiungere tra ottobre e novembre. E poi l'Uruguay, ospitale nazione che accolse fra la fine del 1800 e i primi del '900 gli emigrati Cilentani.

Da quel momento il programma è variabile: andrò dove mi porta il mare.

D. Toccherai molti luoghi in Sud America dove gli emigrati del Cilento sono numerosissimi.

R. Mi porterò dietro messaggi e foto delle persone e dei paesi del Parco Nazionale del Cilento; li consegnerò ai discendenti dei nostri compaesani che emigrarono in America a bordo di antichi velieri, correndo rischi senz'altro superiori a quelli cui io stesso andrò incontro.

Caprera1.jpg (31709 bytes)La nostra gente non dimentica mai i luoghi e le radici e sarà lieta di conoscere il Cilento di oggi che ha saputo conservare, anche attraverso il progresso, le antiche tradizioni e gli antichi sentimenti religiosi. Porteremo un frammento della nostra terra raccolta sulla montagna del Gelbison e benedetta nel santuario della Madonna del Monte. Un arbusto d'ulivo sarà imbarcato sulla Jutta, lo pianteremo oltre oceano a testimonianza dei legami ancora fortissimi che legano due nazioni, l'Italia e l'Uruguay.

Esiste un collegamento, ormai secolare, tra gli Italiani del Meridione e gli italiani del Sud America, in particolare tra i Cilentani e gli amici dell'Uruguay.

Conto naturalmente come Pisciottano di essere soprattutto il tramite tra il comune di Pisciotta e tutte le associazioni di Italiani e Cilentani del Sud America.

D. C'è un riferimento storico in quest'impresa, ripercorrere antiche rotte, rivivere antiche speranze alla scoperta nel Nuovo Mondo ...

R. Il mio viaggio si lega, con un percorso a ritroso, all'impresa del Leone di Caprera. Tre Italiani figli del mare, provenienti da tre diverse città marinare compiono nel 1880 la straordinaria impresa della traversata atlantica da Montevideo a Gibilterra a bordo di una piccola imbarcazione a vela, il due alberi Leone di Caprera: sono il Comandante Vincenzo Fondacaro da Bagnara Calabra, Pietro Troccoli da Marina di Camerota e Orlando Grassoni da Ancona.

Il Leone di Caprera aveva lunghezza e stazza come la mia Jutta, ma nonostante le geniali soluzioni con le quali fu costruita quella barca, penso che oggi il mio sloop sia più affidabile e sicuro del vecchio Leone.

Quella fu di sicuro un'impresa ineguagliabile, per coraggio e perizia marinara; la rotta atlantica da ovest verso est non ha il favore degli alisei - che spirano invece da est verso ovest - per cui i tre ardimentosi furono impegnati in una continua bolina stretta e in interminabili bordeggi.

D. Come finanzierai la traversata, hai già pensato a uno sponsor ?

R. L'uomo e la barca sono pronti all'impresa e quando c'è questo c'è tutto l'essenziale. Però sarebbe da sconsiderati sottovalutare l'importanza di una moderna e sofisticata attrezzatura elettronica di supporto che però oggi è disponibile solo a prezzi quasi inaccessibili. Per questo valuterei positivamente l'intervento di uno sponsor.

Per me sarebbe motivo di orgoglio portare in giro per il mondo il nome del Parco Nazionale del Cilento impresso sulla vela come lo è nel mio cuore. Il Parco è già conosciuto in Europa grazie al riconoscimento che la FEEE ha dato a diversi comuni del Cilento assegnando per due anni consecutivi la bandiera blu, facciamolo conoscere dunque anche in America.

Caprera1.jpg (31709 bytes)Ripercorrendo le imprese dei Cilentani sui mari, da Pietro Troccoli a bordo del Leone di Caprera fino alla nostra staffetta di nuoto di gran fondo da Acciaroli a Marina di Pisciotta, posso dire perciò, che il mare non ha confini ... 

D. Sarebbe interessante seguirti giorno per giorno durante quest'impresa, sapere dove sei, conoscere le avventure del viaggio, solcare assieme a te gli oceani e scoprire i luoghi esotici e lontanissimi che visiterai; se ti occorre un equipaggio quando costeggerai le isole tropicali facci sapere ... 

R. La mia barca può tranquillamente ospitare, oltre a me, un altro paio di persone. Sarei quindi felicissimo di condividere tratti di navigazione in compagnia, specie nella navigazione costiera, discendendo il Sud America verso Capo Horn.

Per tenerci in contatto stiamo pensando a collegamenti telefonici via satellite, le moderne tecnologie consentono anche la trasmissione di immagini, si potranno trasmettere le foto dall'Oceano e seguire su Internet il giornale di bordo.

D. Pino un tuo commento a chiusura di questa intervista

R. Non mi prefiggo di battere alcun record - sono stati tutti abbondantemente battuti - ma voglio continuare a mantenere vivo il legame degli Italiani-Cilentani nel mondo, e di questi  con il mare. Nella giovinezza ho navigato lungo le coste del Cilento e le immagino sempre così, con i versi di una poesia:

Isolotti a fior d'onda emergevano,
ove raro un uccello sostava
intento a prede,
coperti d'alghe scivolose,
al sole belli come smeraldi.

Quando l'alta marea e la notte
li annulla
vele sottovento sbandano
più al largo
per sfuggire all'insidia.

Oggi il mio regno è la mia barca.

Il porto accende ad altri
i propri lumi,
me al largo sospinge ancora
il non domato spirito,
e della vita
il doloroso amore.

Lasciamo qui Pino Veneroso, lo seguiremo nei prossimi mesi per sapere come procede l'organizzazione della traversata. Riusciremo a dare anche noi una mano ?Lanciamo per ora un appello ai connazionali che ci leggono oltre Oceano: preparate il caffè, un amico carissimo arriva dall'Italia !
 
 
   
 
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